Dal GIORNALE DI VICENZA del 29 Marzo 2017
Cippi militari. Croci sbrecciate. Vette intraviste dai reticolati. Sono immagini non convenzionali quelle esposte al Caffè degli Artisti in Piazza Matteotti: una trentina in tutto, foto rettangolari e a colori di Roberto Belvedere. Raccontano le tracce di una Guerra, la Grande Guerra, che nel Vicentino è patrimonio di memorie in ogni famiglia e che continua ad essere fonte - nel centenario in corso - di nuove pubblicazioni e qualche lettura inedita.
Belvedere, vice presidente dell’Associazione Cime e Trincee con sede a Venezia ma largamente rappresentata nel Vicentino, è divenuto negli anni molto più che un appassionato di storia: grazie al lavoro certosino di perlustrazione di cime e trincee - appunto - ed alla pubblicazione di diari di soldati che ancora vengono alla luce, - ha messo in piedi una rete di scambio informativo sul web tra le più accreditate in questo campo.
Nel sito dell’associazione (tra l’altro gestisce con Istoreco l’elenco dei caduti italiani, su autorizzazione del ministero della Difesa) navigatori di tutt’Europa contribuiscono con segnalazioni e materiali, non ultimi quelli fotografici. A questo proposito Belvedere ripercorrendo le montagne venete - talora a piedi, talora in motocicletta - ha confrontato in una sezione intitolata “Ora e allora“ le trasformazioni ed i recuperi degli scenari della Prima guerra mondiale, invidividuando oggi i luoghi delle immagini scattate un secolo fa.
Senza distinzione tra amici e nemici, le foto di Belvedere indugiano sulle cicatrici della guerra, sui resti lavorati dal tempo e dagli agenti atmosferici, e sui manufatti costati fatica e sangue: tracce che ancora oggi invitano a percorrere questi sentieri e innescano emozioni, specie quando propongono piccoli dettagli. Come due iniziali incise sulla roccia. N.M.
Sito dell'Associazione Cime e Trincee: www.cimeetrincee.it






