Notizie

Strada delle Gallerie: Una mostra per i 100 anni

Dal GIORNALE DI VICENZA del 9 marzo 2017

laser scanner 52 gallerieSCHIO. All'inizio del 1917, nel pieno della Grande guerra e di uno degli inverni più freddi e nevosi del secolo, sul Pasubio iniziarono i lavori di costruzione di una mulattiera destinata a entrare non solo nella storia, ma anche nel cuore di migliaia e migliaia di persone. Era la Strada della Prima Armata, meglio nota come Strada delle Gallerie. Oggi, un secolo di distanza, la città di Schio le dedica un grande evento che la celebra con foto, oggetti e altri frammenti di memoria ritrovati. È stata presentata ieri nella sede centrale del Cai a Milano la mostra “La Strada delle Gallerie ha 100 anni”, che si svolgerà dal 26 marzo al 24 settembre a palazzo Fogazzaro promossa da Comune, Club alpino italiano e Unione montana Pasubio Alto Vicentino con il sostegno di Regione e Banca Alto Vicentino.

La mostra è articolata in tre parti - costruzione, riscoperta e tempi moderni - con decine e decine di foto dal 1917 ai giorni nostri, per la maggior parte inedite, oltre a documenti e cimeli storici. Si potrà anche "percorrere" nella realtà virtuale anche un modello 3D della strada realizzato con scanner laser.

Galleria di immagini: link

Al museo civico i giorni terribili della Grande Guerra

Dal GIORNALE DI VICENZA del 16 novembre 2016

BASSANO. Prosegue con successo di pubblico la mostra "Frammenti" allestita al Museo civico di Bassano fino al 19 febbraio 2017.

frammenti

 

È un viaggio nella memoria che - a cura dello storico Paolo Pozzato con l'apporto dello studio Basso e degli archivi civici e dell'archivio di Ruggero Dal Molin - che si apre nel 1914 con lo scoppio della Prima Guerra mondiale, dura fino al 1918 con la Vittoria e rinvia alla contemporaneità perche non si dimentichino quei terribili anni.

L'allestimento coniuga fotografie, alcuni oggetti evocativi e ricostruzioni scenografiche, suoni e filmati per aumentare il livello di coinvolgimento emozionale del pubblico. Camminando nella storia si incontrano luoghi di Bassano violati dalla guerra, edifici trasformati in ospedali, i volti degli abitanti provati ma sempre fieri vicino al tricolore. E poi le opere: prime tra tutte il sacrario del Monte Grappa e il tempio ossario di piazzale Cadorna. Importante anche il ruolo degli scrittori in divisa tra cui Lussu ed Hemingway che prestarono il loro servizio proprio a Bassano. Le foto su ampia scala sono di forte impatto e in alcuni casi si trasformano in scene tridimensionali.

Il museo è visitabile da martedì a sabato 9 - 19, domenica e festivi 10.30 - 13 e 15 - 18.
La mostra aderisce al progetto Grande Guerra che coinvolge Bassano e Vicenza: con un biglietto unico a 10 euro è possibile visitare anche il Museo Hemingway e della Grande Guerra a Ca' Erizzo e la mostra "Ferro Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra" a palazzo Chiericati di Vicenza.

Sito web della mostra "Frammenti": http://frammenti.museibassano.it

L'Anteprima della Guerra

Dal GIORNALE DI VICENZA del 30 ottobre 2016

mostra frammenti bassanoQuanto l’Italia non era ancora schierata, Bassano la guerra l’aveva già in casa. Lo rivelano i flussi degli emigranti presto respinti dalle cinque potenze europee che tra il 28 luglio e il 4 agosto 1914 indossarono l’elmetto e da tutti gli altri Stati che seguirono. Il sindaco Antonibon ebbe il suo bel daffare ad occupare in lavori pubblici tante braccia di ritorno, ma fu chiaro subito che la cittadina fatalmente prossima al confine austroungarico in Valsugana, sarebbe divenuta un terreno logistico militare.

Bassano ebbe il ruolo di prima retrovia e questo stravolse il volto della città e condizionò pesantemente la vita quotidiana dei suoi 18 mila abitanti.
Le ferite di allora sono divenute frammenti e l’intento della mostra aperta da oggi al 19 febbraio 2017 al Museo civico di Bassano è proprio quello di ricomporre la memoria. Al piano superiore infatti c’è una scritta che si legge solo da lontano: avvicinandosi le parole si offuscano, il pubblico ne sarà incuriosito. E’ la metafora della storia che solo con lo sguardo prospettico del tempo aiuta a dimensionare gli eventi.

Questa e altre soluzioni si debbono a Giuliano Basso che ha firmato l’allestimento, al curatore Paolo Pozzato e a Ruggero Dal Molin, privato collezionista che ha riversato in un archivio web oggi molto frequentato migliaia di documenti e di fotografie sulla Grande Guerra. La mostra “Frammenti 1914-1918,2016” è frutto di una sinergia pubblica (Comune e Museo civico con i suoi archivi) e privato (documenti Dal Molin) che è diventata rete nel momento in cui - col biglietto unico a 10 euro - i visitatori possono fare tappa anche al Museo Hemingway a Ca’ Erizzo di Bassano e alla mostra di foto ”Ferro, fuoco e sangue!” a palazzo Chiericati a Vicenza.

Il percorso vale e arricchisce la lettura del conflitto. Al piano terra la città è allo specchio nei documenti fotografici; al primo piano parlano i foresti, gli scrittori come D’Annunzio e gli ufficiali coraggiosi come Mese e Viola, gli eventi che maturarono dopo la Guerra. Tra questi la costruzione del Tempio Ossario fino alla grande impresa del Sacrario militare del Grappa dove riposano 23 mila caduti, un’architettura di Giovanni Greppi incaricato in età già fascista di chiudere con i sacrari interrati per portare in piena luce i nomi degli eroi.

Tra le immagini che documentano la costruzione ed il progetto, c’è anche quella di una gigantesca Patria in gesso davanti al portale Roma: il prototipo non divenne mai scultura, forse perchè avrebbe offuscato la Madonna del Grappa, voluta in vetta nel 1901 da mons. Giuseppe Sarto che sarà papa Pio X.

Una fotografia aerea di Bassano lungo il corridoio d’accesso, ingombra di cartoline e fogli sospinti dal vento, insieme ad una gigantografia del Grappa che sarà il doloroso campo di battaglia, introducono ad un percorso lineare tra tracce dei bombardamenti - il Ponte degli Alpini è il primo ad essere colpito nel settembre 1915, morì un ragazzetto di Solagna - e macerie sulle quali la gente innalza orgogliosamente il tricolore. La città è in guerra, anche se non è in trincea. Parte delle mure verranno demolite, viene inaugurato il Ponte Nuovo nel 1917, la caserma Cimberle Ferrari diventa ospedale presto saturo, se ne apriranno altri nella scuola elementare, al Bellavitis, a villa Vanzo. Ca’ Erizzo diventa quartier generale della Croce rossa americana, Santa Caterina sarà parco automezzi, la stazione diverrà obiettivo nevralgico con officine e genio. A Casoni di Mussolente aprirà un aeroporto. Le famiglie benestanti già nel 1915 organizzano sostegni ai profughi e ai feriti. Teresa Guerrato Nardini ne sarà l’esempio più fulgido, aprendo perfino la sua casa. Sarà lei a intrattenere rapporti con la Brigata Sassari, a conoscere il capitano scrittore Emilio Lussu. Divenuto ministro, non dimenticò mai Bassano e chi l’aveva aiutato. Le foto diventano scenografie tridimensionali e si entra nelle famiglie svuotate dai lutti, tra ordinanze municipali per calmierare i prezzi e commosse richieste di aiuto: come quella di padre boemo, Francesco Hochberger che scrive al sindaco di Bassano nel 1920. Non ha notizie del figlio Enrico imprigionato nell’ottobre 1918. «Sono un povero nonno e amo mio figlio come Lei ama i suoi bambini». Dopo Caporetto e il grande esodo, giorni terribili col fronte lì a pochi chilometri. Ma Bassano si salvò e oggi lo racconta.

Nicoletta Martelletto

 

Mostra "Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra"

Dal sito dei MUSEI CIVICI DI VICENZA

Suggestivo allestimento nei sotterranei per l'apertura dell'Ala Novecentesca di Palazzo Chiericati

Palazzo Chiericati - piano interrato

ferro e fuocoLa città di Vicenza, nell'ambito delle ricorrenze per i 100 anni dall'inizio della prima guerra mondiale, inaugura a Palazzo Chiericati l'8 ottobre una significativa mostra sulla Grande Guerra dal titolo "Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra".

Una mostra di emozioni, di verità, che fanno realmente “Vivere la Grande Guerra”, trasformando una “epopea,” conosciuta dai più solo attraverso i libri di storia, in quello che la guerra in realtà fu: “Ferro, Fuoco e Sangue”. I materiali, tutti frammenti di oggetti utilizzati durante il primo conflitto mondiale e raccolti sulle montagne vicentine, sono restituiti dal fotografo Giuliano Francesconi al contemporaneo con straordinaria sensibilità, con un’armonia e una bellezza che induce a meditazioni e a riflessioni profonde sugli errori-orrori della guerra. Di una concentrazione estrema, di una sensibilità raffinata, costituiscono una documentazione palpitante, formano un insieme di dolorosa poesia dove la capacità "documentaria" delle immagini non scivola mai nel retorico e nel luogo comune, e invita anzi al silenzio e alla riflessione, componenti essenziali del vedere.

Luogo di svolgimento: Palazzo Chiericati- piano interrato
Piazza Matteotti 37, Vicenza

Ingresso: a pagamento Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro; gratuito 8 e 9 ottobre 2016

Organizzatore: Assessorato alla crescita del Comune di Vicenza e Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza
Sponsor: Fondazione Cariverona e Aim Gruppo
Media Sponsor: Il Giornale di Vicenza
Catalogo: Silvana Editoriale

Ulteriori informazioni: link

 

Meet: una spinta al turismo sui luoghi della Grande Guerra

Dal sito del Consorzio Turistico Vicenze è

Villa Fabris di Thiene, 29-31 maggio 2015

logoMEETUna tre giorni dedicata ai luoghi della Grande Guerra, dal 29 al 31 maggio 2015, nel cuore delle ricorrenze per i 100 anni dall'inizio del conflitto mondiale. Si chiama Meet – Mostra Eventi e Turismo, ospitata a Villa Fabris di Thiene, ed è stata presentata questa mattina nella sala consiglio della Provincia di Vicenza, ente che con la Regione Veneto e tanti Comuni vicentini è fortemente impegnata a far sì che il centenario della Grande Guerra sia occasione per conoscere non solo un evento che ha fortemente segnato la storia della nostra Nazione, ma anche i luoghi che lo hanno ospitato e che con rispetto ne custodiscono la memoria.

“Le nostre montagne -ha esordito il Presidente della Provincia Achille Variati- sono state protagoniste delle battaglie più cruente, di cui ancora ci raccontano ossari, trincee, camminamenti e tanti altri segni della storia che qui è stata scritta. Luoghi immersi in paesaggi di grande fascino, che proprio per il rispetto loro dovuto hanno conservato intatti i colori e i silenzi di una natura incontaminata. Luoghi però poco conosciuti che è nostra intenzione valorizzare con eventi e iniziative tra cui bene si inserisce il Meet.”

Intento condiviso da pubblico e privato, che sta creando sinergie fondamentali per una programmazione che, come sottolinea il Presidente del Consorzio Vicenzaè Dino Secco, abbia anche un ritorno turistico per il vicentino.

Ed è proprio dalla collaborazione tra Consorzio Vicenzaè, agenzia Pachamama e Studioimmagine, che si sviluppa all'interno del Meet una iniziativa rivolta ad agenzie di viaggio, tour operator e blogger interessati al turismo della memoria, con l'obiettivo di divulgare le opportunità di visita da parte dei turisti.

Si tratta, nel dettaglio, di un educational dedicato ai monumenti nazionali del monte Pasubio e del monte Grappa.

Il programma prevede venerdì 29 maggio la visita guidata al Pasubio, con visita al Sacrario, al Museo della prima Armata, alla strada-museo delle 52 Gallerie e a Forte Maso. Il sabato sarà dedicato al workshop “Incoming nel Triveneto sui luoghi della Grande Guerra”, con l'approfondimento, nel pomeriggio, di un'altra ricchezza del vicentino, le ville palladiane, prima di una serata trascorsa tra piazza degli Scacchi a Marostica e il Ponte degli Alpini a Bassano del Grappa. Domenica 31 maggio è prevista la visita al Monte Grappa, con sosta al Sacrario di Cima Grappa, alla Caserma Milano e alla Galleria Vittorio Emanuele III, per raggiungere poi il Museo Hemingway e della Grande Guerra a Ca' Erizzo ed il congedo sul Ponte degli Alpini, che aspira a diventare a sua volta monumento nazionale.

Naturalmente tra una visita e l'altra ci sarà spazio per degustazioni di prodotti tipici vicentini, dalla sopressa Dop agli asparagi bianchi di Bassano passando per la ciliegia Igp di Marostica. Il tutto annaffiato da buon vino locale e dalla grappa.

“L'obiettivo -spiegano Guido Maculan e Pietro Scalcerle di Pachamama e Studioimmagine- è di rendere il Meet un appuntamento annuale, con un argomento diverso ogni anno in modo da valorizzare il grande patrimonio storico, artistico, ambientale del vicentino.” Pieno l'appoggio dell'amministrazione comunale di Thiene, oggi rappresentata dall'assessore Giampi Michelusi il quale ha “lanciato” un evento dedicato agli aerei storici in programma il prossimo luglio all'aeroporto Ferrarin di Thiene.

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